Maggio 2018 – Santino Visigalli

Dicci qualcosa di te.

Mi chiamo Santino, sono nato 65 anni fa a Villavesco ed ho sempre abitato a Tavazzano, tranne per una parentesi di 6 anni a Lodivecchio. Ho lavorato negli ultimi 26 anni alla centrale Enel di Tavazzano. Sono sposato da 40 anni con Silvana, abbiamo un figlio Andrea sposato con Cristina e due nipotine, Asia e Aurora. Una volta in pensione ho deciso di dedicare un po’ del mio tempo libero alla ProLoco aiutando nel trasporto dei bambini a scuola e dei disabili. Dal 2008 ho assunto la carica di tesoriere del GP Tavazzano, incarico che ricopro tuttora.

Quando hai iniziato a correre?

Ho iniziato nel 1985 quando vedendo alcuni colleghi correre lungo il canale Muzza, ho pensato che sarebbe stato un buon allenamento per il torneo di calcetto che all’epoca disputavamo tra di noi in azienda. Fai una corsa oggi, fanne una domani, tant’è che mi è piaciuto ed ho iniziato ad andare regolarmente da solo fino al 1986 quando conosciuto il GP Tavazzano, allora presieduto dal compianto Carlo Itali, ed ho deciso di iscrivermi.

Cos’è per te la corsa?

Per descrivere cos’è per me la corsa posso prendere a prestito lo slogan pubblicitario anni 70 di un famoso liquore che recitava “Cynar, contro il logorio della vita moderna”. Ecco, per me correre è scacciare lo stress, è sentirmi bene con me stesso e con gli altri in mezzo alla natura.

Ed i limiti cosa sono?

Limite per me è “arrivare fino a…” Quando correvo non mi sono mai detto “voglio arrivare fino a…” perché correvo semplicemente per il piacere di farlo e non per mettermi alla prova, così ora che i limiti me li ha imposti qualche problema di salute sono già preparato ad “arrivare fino a…” camminando e non più correndo ma con lo stesso piacere di farlo.

Da anni sei uno dei compenti del gruppo più impegnati, sei tesoriere, cosa consiglieresti ad un giovane che vuole entrare a far parte di un’associazione come la nostra?

Sarebbe bello vedere molti più giovani avvicinarsi al nostro Gruppo e non potrei che consigliare loro di farlo non solo per il lato agonistico-sportivo ma anche per l’aspetto conviviale, invitandoli anche a partecipare attivamente, a proporsi e senza paura ed esporre le proprie idee. Anche togliendo un po’ di tempo alla famiglia, fare dei sacrifici e assumersi delle responsabilità è gratificante quando ti accordi che ciò che fai da prestigio al gruppo a cui appartieni ed è utile per tutti.

Quale futuro vedi per il gruppo e per il movimento Fiasp in generale?

Dopo il rinnovo del Consiglio Direttivo, a cui auguro un buon lavoro, grazie al Presidente che ha accettato il reincarico e all’ingresso di forze fresche, si è visto un rinnovato entusiasmo. Un entusiasmo che si sta muovendo anche all’apertura verso le corse competitive e al mondo FIdal. Un obiettivo ventilato da tanto tempo che può permettere a tutto il gruppo di crescere attirando nuovi adepti speriamo soprattutto giovani. Per quanto riguarda la Fiasp posso solo augurarmi che cresca ancora come movimento.

Qual è la più grande soddisfazione che hai legata alla corsa?

Io non sono mai stato tra quelli che sceglie il percorso più lungo ma quando alla “Marcia dei Forti” in Folgaria ho corso e terminato la 30 Km è stata una grandissima soddisfazione, una felicità incredibile. Continuavo a ripetermi che ce l’avevo fatta, stanco morto, ma ce l’avevo fatta, mi ero prefissato quell’obiettivo e ce l’avevo fatta.

Quali sono i tuoi personali obiettivi per il futuro?

Per quanto mi riguarda vorrei risolvere i problemi fisici e tornare finalmente a correre, per il Gruppo invece proseguirò con entusiasmo il mio impegno cercando di trasmetterlo, insieme all’esperienza maturata, anche ai più giovani per un futuro ricambio generazionale.

Una canzone per correre?

Mentre correvo mi piaceva molto chiacchierare, ridere, stare in sintonia con chi avevo vicino ed anche quando ero solo preferivo osservare ciò che mi circondava. Ora che cammino questi piaceri sono diventati ancora più forti ed importanti. No non ho mai pensato ad una canzone.

La ricetta per essere un buon podista.

Per esser un buon podista serve passione, spirito di sacrificio perché correre oltre al divertimento è anche fatica, costanza negli allenamenti e conoscenza di se stessi. Il buon podista rispetta sempre la natura e gli altri podisti.

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