Siamo a Livigno per la 19a edizione della Stralivigno, corsa in montagna e per me che mi alleno in pianura e che la più alta asperità è il cavalcavia tra Villavesco e Modignano, non è cosa semplice. L’altura si fa sentire però lo spettacolo delle montagne, gli amici, mi fanno passare la paura. La temperatura di 12 gradi alla partenza è l’ideale per correre, peccato la pioggia a tratti battente che rende ancora più difficoltoso e pericoloso il percorso. Si parte alle 15, i primi km sulla pista ciclabile in falso piano ti danno il tempo di scaldare i muscoli e sistemare la respirazione, Ilaria tenta di convincermi a stare con lei ma va troppo forte, non voglio rischiare di rimanere senza forze già alla prima salita, le dico di andare e in un attimo il suo codino magico è già lontano, la rivedo in lontananza sulle rampe della prima salita, io sono ai piedi e lei già a metà. Questo tratto è veramente duro, si scivola, entro nel bosco, Livigno si vede in basso, dietro e davanti a me le maglie colorate e inzuppate dalla pioggia dei runners. La corsa è dura, le pendenze sono toste le le discese sono rese pericolose dal fango. Il panorama è molto bello ma non puoi distrarti, il rischio di cadere e di farsi male è alto. Ai 18 km si sente la voce dello speaker che scandisce i nomi degli atleti all’arrivò, da qui in avanti è una discesa ampia fino alla linea del traguardo. E’ stata una bella esperienza che spero di poter ripetere, grazie ad Ilaria splendida padrona di casa.
Commento di Massimo

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